Tra colli, cantine e chiese: l’arte cammina tra le strade del Chianti


Piccoli, grandi, con le gambe chilometriche e il corpo stilizzato. Sono sospesi, in bilico, in grandi forme geometriche: cerchi, quadrati e cubi disseminati per le campagne del Chianti. In cammino perenne sul filo dell’esistenza, questi “omini” in bronzo, alluminio e acciaio attraversano tutti i tempi della vita alla ricerca della serenità. Trenta sculture di diversi formati, realizzate dall’artista francese Nathalie Decoster, accompagneranno il visitatore dalla piazza dell’antico borgo di Panzano, frazione del comune di Greve, fino a quattro aziende vinicole della zona.

Decoster, artista internazionale le cui opere sono esposte in musei, luoghi pubblici e collezioni private di tutto il mondo (dalla Francia al Brasile, dal Canada a Hong Kong fino alle Mauritius) inaugura la prima edizione di ‘Panzano Arte’: un progetto, promosso dal macellaio-poeta Dario Cecchini e curato da Mila Sturm, che ha come obiettivo riportare nel Chianti nomi e opere del panorama artistico mondiale. In Italia l’artista francese è presente alla Biennale dell’Arte di Venezia con una installazione nella corte di Palazzo Morosini e sul lago di Como con una mostra monografica a Villa Lario.

Dal 22 giugno al 18 settembre lungo chiese, conventi e aziende vinicole (Fontodi, Fattoria Casenuove, Renzo Marinai e La Massa) si potrà percorrere un itinerario che mette in relazione e fa dialogare l’arte contemporanea e il paesaggio della campagna toscana. Meta, sin dagli anni Ottanta, al Castello di Volpaia e i con i progetti Arte all’Arte e Tusciaelecta, di scultori e pittori da tutto il mondo.

L’obeittivo di Panzano Arte, che si svolgerà ogni due anni, è “presentare in spazi pubblici progetti di artisti contemporanei come testimonianza di un Umanesimo moderno che approfondisce tematiche relative alla cultura, alla spiritualità, alla libertà di pensiero, ai diritti umani e all’ambiente. “La scelta di Nathalie – racconta Mila Sturm curatrice dell’esposizione – ci è sembrata naturale. Artista dallo spirito libero e indipendente, riassume nel suo umanesimo moderno tutti quelli che sono i presupposti del Festival”.

Source: La Repubblica